Nel
1818 a Dresda, Schopenhauer terminava questa che rimane la sua opera
principale. Trovavano così sistemazione definitiva le lunghe
meditazioni giovanili, e confluivano in un’originalissima
sintesi creativa le ricerche tese a proporre una speculazione
filosofica e religiosa finalmente non più limitata alla sola
tradizione occidentale. Passato
quasi inosservata alla sua pubblicazione e rivalutato solo nella
seconda metà del secolo, Il mondo come volontà e
rappresentazione rimane un testo fondamentale per la comprensione
della filosofia di Schopenhauer che tanto ha influenzato la cultura
di ieri e che risulta ancoa così attuale per comprendere
quella di oggi.
ARTHUR
SCHOPENHAUER (1788-1860) nacque a Danzica. Libero docente a
Berlino daI 1820 al 1831, si ritirò poi dalla vita
universitaria e visse dal 1833 a Francoforte. Avverso all’idealismo
ci Fichte e di Hegel, egli dà una nuova interpretazione della
filosofia kantiana, contrapponendo al mondo fenomenico la vera
realtà, identificata in una volontà di vivere che è
alla radice dell’essere umano. Tra le sue opere: La libertà
del volere (1839), Il fondamento della morale (1840), Parerga e
paralipomena (1851).
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